In fretta! …In fretta!
In fretta! …In fretta!
Dr. Ricardo Orozco
Non c’è dubbio che la società moderna in cui viviamo impone un ritmo frettoloso alla maggior parte delle nostre attività. Una sorta di Impatiens globale.
Credo che quasi tutti, forse per contagio o forse per istinto di sopravvivenza, ci rassegnamo o ci abituiamo a questo ritmo sostenuto che tutto pervade. E, quando dico “tutto”, parlo certamente anche della floriterapia.

Questa fretta condiziona la richiesta del cliente e la visione del floriterapeuta. Per quanto riguarda il primo, cioè il cliente, il floriterapeuta può tentare di controllare la sua impazienza attraverso un’equilibrata gestione delle aspettative che lo hanno portato a rivolgersi alla floriterapia. Questo implica che il floriterapeuta dovrà essere in grado di dare delle informazioni veridiche e oneste sulla terapia floreale.
Una delle domande più usuali che ogni floriterapeuta si sente rivolgere è: “quando comincerò a notare l’effetto dei fiori?”:
Nel caso di un’emergenza, come per esempio un esame per il quale abbiamo prescritto una formula rapida, possiamo prevedere che l’effetto si verificherà in modo veloce, se non immediato. Se invece si tratta di una tematica di fondo, i tempi ovviamente possono essere variabili.
La strategia che consiglio è la seguente: comunicare al cliente che gli incontri saranno ogni tre o quattro settimane e che dopo circa tre mesi (o poco più) parte dell’incontro sarà utilizzato per fare una valutazione generale del percorso fatto fino a quel momento. Detta valutazione può suddividersi in tre parti. Nella prima parte il cliente fa un bilancio dei risultati ottenuti dall’inizio del percorso. Nella seconda il floriterapeuta condivide con il cliente le proprie conclusioni. Nella terza ed ultima parte il cliente riprende il proprio protagonismo e spiega al floriterapeuta come si è sentito durante l’accompagnamento. Se è soddisfatto di come si svolge il suo processo floriterapeutico o se sente che manca qualcosa. Quest’ultima parte è una valutazione del lavoro del floriterapeuta.
Per realizzare correttamente il bilancio menzionato, durante il primo incontro devono essere tracciati gli obiettivi che si desidera raggiungere. In questo modo si stabilisce una meta verso cui puntare lo sguardo, evitando che il processo floriterapeutico vada alla deriva.
Con le competenze menzionate il floriterapeuta può aiutare a gestire le aspettative, spesso impazienti, del cliente e non contribuire a trasformare la floriterapia in una sorta di “degustazione” di un flacone di Fiori di Bach il cui esito deciderà sulla continuità o meno del cliente nel processo floriterapeutico.
Un altro problema, che ho spesso riscontrato in molti floriterapeuti, si verifica quando gli impazienti sono loro stessi… Di frequente si verifica che, quando il cliente viene al secondo consulto, se i risultati riscontrati non sono spettacolari, il floriterapeuta si scoraggia e sottopone la formula utilizzata ad un rigoroso esame. Questo molte volte è dovuto all’impazienza dello stesso floriterapeuta, alla sua insicurezza da principiante, da una mancanza di formazione, dalla pressione esercitata dal cliente… e sicuramente esistono molte altre cause che possono spiegare questo fenomeno.
Il floriterapeuta dovrebbe comprendere che la miscela di Fiori è solo parte del processo floriterapeutico e che lui stesso (il floriterapeuta) non può essere l’argomento centrale del percorso. Dovrà comprendere che i miglioramenti ottenuti dal cliente nella salute, nella gestione dei problemi e delle emozioni dipendono da molte variabili esterne ed interne, e fondamentalmente dal cliente stesso.
Le essenze floreali non agiscono come antidoti, ma come catalizzatori e facilitatori delle risorse del cliente. Per queste ragioni, la funzione del floriterapeuta si limita ad essere quella di colui che accompagna il cliente durante il suo processo di autoconsapevolezza per una migliore gestione della propria vita. Esattamente questo, accompagnare e non risolvere, semplicemente perché non si può. I Fiori aiuteranno a rafforzare il cliente al fine di sviluppare una migliore gestione a delle proprie risorse, ma tutto ciò deve essere un percorso fatto dal cliente stesso. In questo senso accompagnare in modo efficiente ed etico si trasforma in un’arte, non sempre facile, poiché richiede un buon livello di apprendimento, di consapevolezza e … molta pratica.