• Inicio
      • Back
      • Acerca de Ricardo Orozco
  • Cursos
  • Publicaciones
      • Back
      • Artículos de Ricardo Orozco
      • Flores del Dr. Bach
      • Patrones Transpersonales
      • Aplicaciones locales
      • Palabras Clave de las 38 flores
      • Libros Ricardo Orozco
      • Flores de Bach: Vídeos de R. Orozco
  • France
      • Back
      • France Formation
      • France Articles Orozco
      • Livres Dr. Orozco
  • Italia/Svizzera
      • Back
      • Articoli di Ricardo Orozco
      • Libri Ricardo Orozco – Italiano
  • Brasil
      • Back
      • Livros Brasil
  • Contactar con Escuela Ricxardo Orozco

Come faceva il Dr. Bach a sapere a cosa serviva ogni fiore?

Come faceva il Dr. Bach a sapere a cosa serviva ogni fiore?

Come faceva il Dr. Bach a sapere a cosa serviva ogni fiore?

Di Ricardo Orozco ©2025

Questo è un argomento molto controverso. Per alcuni, egli seguiva il metodo scientifico, come attestano le catalogazioni che avrebbe fatto su centinaia di piante, cercandole, osservandole e registrandone i dati. Questa ipotesi è rafforzata dalla sua carriera accademica e scientifica e anche dal modo in cui scartò alcune essenze che aveva preparato, come il cupressus e il cotyledon, che probabilmente non erano all’altezza dei suoi test e delle sue aspettative.

A partire dal 1928 sperimenta anche Impatiens, Clematis e Mimulus, preparandoli con il metodo omeopatico, anziché con la solarizzazione che adotterà a partire dal 1930.

Bach sentado sobre la hierba

Per altri Bach era un mistico, un sensitivo, un guaritore, e a questo contribuiscono senza dubbio l’attenta lettura delle sue opere e le testimonianze di Nora Weeks, sua collaboratrice e biografa.

Ma quale di questi due approcci è quello corretto? In linea di principio, non è necessarioaderire a nessuno dei due,poiché uno non esclude l’altro, ma anzi, al contrario, si completano a vicenda.

A mio parere, Bach era tutto questo, uno scienziato molto apprezzato ai suoi tempi e, come è giusto che sia, naturalmente curioso. Ma era anche un essere speciale, un sensitivo altamente spiritualizzato, in grado di accedere a informazioni nascoste alla grande maggioranza delle persone.

Purtroppo non esiste un resoconto di come il dottor Bach sia arrivato a ciascuno dei 38 fiori del sistema, ma abbiamo testimonianze per alcuni di loro.

Sembra che l’ambiente esterno (le piante e il loro habitat) risuoni allo stesso tempo con le esperienze interiori. In molti casi ci sono sincronicità molto significative che si intrecciano per dare un messaggio. Semplificando, eventi che non sono affatto casuali e che ci mostrano che l’interno e l’esterno sono in realtà la stessa cosa e sono collegati, entrano in risonanza e possono trasmettere un messaggio significativo a chi li riceve. Lo psichiatra e psicologo svizzero Carl Gustav Jung (1875-1961) ha definito questo fenomeno come sincronicità.1

Pertanto, come possiamo vedere, nella vita di Bach si verificheranno delle sincronicità che lo condurranno ai fiori descriti di seguito.

Per quanto riguarda Water Violet (1931), Julian Barnard2 scrive che Bach era in uno stato di particolare raccoglimento e pensava a una persona specifica. In quel momento notó la pianta che cresceva in uno stagno e mise in relazione la sua esperienza interiore con la pianta.

Più tardi, una lettera farà luce su come scoprì Gorse e Heather:

4, Brunswick Terrace,
Cromer, Norfolk
17 gennaio 1934

«Caro Fratello, questo fu l’inizio dei nostri Quattro Aiutanti. Un giorno in cui mi sentivo inquieto per il futuro, come suppongo succeda a tuti, mentre riposavo vicino al porticciolo a Marlow-on-Thames, mi è arrivato questo messaggio. Un messaggio non solo per me, ma per tuti coloro che si sforzano di aiutare gli altri. L’ho scritto così com’era e ho subito notato accanto a me un cespuglio di ginestre in fiore e ho pensato: “Che bello”. Non l’avevo mai visto prima, ma poi mi è apparsa la meravigliosa visione di un paesaggio di prati ricoperti dal cespuglio in fiore. Questo è stato il primo dei nostri Quattro Aiutanti.

Mi alzai e andai subito da una donna che conoscevo, egocentrica ed estremamente mondana, e le chiesi: “Qual è secondo te il panorama più bello del mondo?” “Hai mai visto qualcosa che ti faccia pensare che possa esistere Dio?”. E lei, senza la minima esitazione, rispose: “Sì, le montagne coperte di erica”. Ed è così che ho trovato il secondo dei nostri aiutant i.

Per molte persone, naturalmente, questo non significherebbe nulla, ma per voi so che indica il modo in cui la Fratellanza Bianca opera tra noi, non con miracoli, non con apparizioni, ma solo guidandoci, se siamo disposti a lasciarci guidare, da eventi quotidiani.»3

Va detto che le descrizioni delle prime 12 essenze (I 12 Guaritori)vengono modificate man mano che l’équipe del Dr. Bach segue i casi con esse. L’evoluzione è molto evidente. Nelle successive, I 7 Aiutanti, la variazione è minima.

Per i fiori della Terza Generazione, cioè gli ultimi 19, sappiamo che Bach sente su di sè gli stati negativi che essi correggono. Teniamo presente che egli aveva deciso di essere il suo laboratorio personale, in cui avvenivano continuamente reazioni esplosive, e di questo è testimonianza la sua cativa salute in quel momento. Quest’ultimo lotto sarà preparato in soli 5 mesi (da marzo a luglio 1935), alcuni rimedi addirittura nella stessa setimana.

In quest’ultima generazione di rimedi floreali, le descrizioni delle essenze sono rimaste invariate, il che fa pensare che siano state in qualche misura (o a tuti gli effeti) canalizzate dal dottor Bach, che ormai era diventato un grande sensitivo. D’altra parte, per alcune di esse non esiste una storia di usi fitoterapici o ancestrali.

Di questi ultimi fiori conosciamo le circostanze della preparazione di Cherry Plum e Red Chestnut.

Nora Weeks4 riporta quanto segue riguardo Cherry Plum:

«Qualche giorno prima aveva sofferto di un grave gonfiore ai seni frontali, di un dolore tormentoso agli zigomi e di un mal di testa accecante e persistente. Il dolore era così intenso che si sentiva disperato, come se la vita non fosse più possibile senza la perdita della ragione. Sapeva di essere sul punto di scoprire il rimedio per questo stato d’animo e una matina presto si mise a setacciare i campi e le strade alla sua ricerca. Fu allora che trovò una siepe coperta di fiori bianchi di ciliegio e tagliò alcuni ramoscelli fioriti, portandoli a casa (…) Li fece bollire per un’ora. Quando si fu raffreddato, filtrò il liquido, lo tolse e prese alcune gocce del rimedio. Quasi immediatamente la sua agonia mentale cessò e con essa il dolore fisico. Il matino seguente era completamente guarito.»

Infine, Chancellor descrive la scoperta di Red Chestnut, in un contesto altrettanto drammatico del precedente:

«Pochi giorni prima di scoprire Red Chestnut, il dottor Bach ebbe un brutto incidente con un’ascia: le persone a lui vicine si sentirono molto in ansia mentre si accingevano, come primo passo, a fermare il sangue. Quando si riprese, il dottor Bach disse di aver sperimentato lo stato d’animo del rimedio che avrebbe poi cercato, un rimedio che avrebbe contrastato la paura degli altri. Aggiunse che la nostra ansia per lui, sebbene facessimo del nostro meglio per nasconderla, non lo aveva affatto aiutato. La sua sensibilità era tale che non poteva fare a meno di sentire e reagire ai nostri sentimenti in quel momento; qualsiasi pensiero di depressione, preoccupazione o paura in un’altra persona gli provocava un acuto dolore fisico.»

Se da un lato è emozionante ripercorrere le circostanze che hanno “indirizzato” il dottor Bach a trovare i fiori giusti per il suo sistema, dall’altro è molto importante notare che la sua équipe ne ha provato l’effetto vedendo numerosi pazienti, anche durante la sua vita. A distanza di molti decenni, un gran numero di utenti e terapeuti continua a osservare gli effeti descriti e a scoprire nuove applicazioni.

1 Vedi l’articolo Che coincidenza! di Ricardo Orozco.
2 Barnard, Julian, Fiori di Bach. Forma e funzione, Tecniche Nuove, 2004.
3 Edward Bach. Obras completas. Continente, 2017.
4 Molti dati su questo tema sono disponibili in Weeks, Nora, La vita e le scoperte di Edward Bach, Guna, 1996.

  • Ricardo Orozco
  • Privacidad
  • Aviso legal
  • Política de Cookies
  • Contactar
© 2026 Todos los derechos reservados: Ricardo Orozco.
Gestionar consentimiento
Para ofrecer las mejores experiencias, utilizamos tecnologías como las cookies para almacenar y/o acceder a la información del dispositivo. El consentimiento de estas tecnologías nos permitirá procesar datos como el comportamiento de navegación o las identificaciones únicas en este sitio. No consentir o retirar el consentimiento, puede afectar negativamente a ciertas características y funciones.
Funcional Siempre activo
El almacenamiento o acceso técnico es estrictamente necesario para el propósito legítimo de permitir el uso de un servicio específico explícitamente solicitado por el abonado o usuario, o con el único propósito de llevar a cabo la transmisión de una comunicación a través de una red de comunicaciones electrónicas.
Preferencias
El almacenamiento o acceso técnico es necesario para la finalidad legítima de almacenar preferencias no solicitadas por el abonado o usuario.
Estadísticas
El almacenamiento o acceso técnico que es utilizado exclusivamente con fines estadísticos. El almacenamiento o acceso técnico que se utiliza exclusivamente con fines estadísticos anónimos. Sin un requerimiento, el cumplimiento voluntario por parte de tu Proveedor de servicios de Internet, o los registros adicionales de un tercero, la información almacenada o recuperada sólo para este propósito no se puede utilizar para identificarte.
Marketing
El almacenamiento o acceso técnico es necesario para crear perfiles de usuario para enviar publicidad, o para rastrear al usuario en una web o en varias web con fines de marketing similares.
  • Administrar opciones
  • Gestionar los servicios
  • Gestionar {vendor_count} proveedores
  • Leer más sobre estos propósitos
Ver preferencias
  • {title}
  • {title}
  • {title}